Thursday, January 06, 2005

Pathos (Mike). Parto da qui.

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L'ho scoperto la sera di Natale. Ho ascoltato Mike Pathos urlarmi dentro il suo lamento e il suo violino straniato. Inquieto mi è scivolato in corpo, con le sue note stridenti che sono unghie sulla lavagna di una classe vuota in cui mi hanno insegnato che non c'è futuro. "Liar", la sua cover della lennoniana "Imagine" cala la notte più buia su ogni Natale. La stella cometa s'è spenta di colpo e il suo nucleo gelido mi ha gelato il respiro. C'è dell'autolesionismo nel cercarlo e ritrovarlo da allora tutte le sere. E a fare da cassa armonica al suo rumore minimale.
Canadese, polistrumentista (suona pianoforte e chitarra oltre al vuolino), dopo aver trascorso diversi mesi in una clinica psichiatrica, ha trovato la forza di concludere le registrazioni dell'album "People" (recensioni qui, qui e qui), iniziate nel 1995, sotto la guida di Alan Fisher (Cabaret Voltaire, Bjork), ospite della prolifica Tzadik di John Zorn.
Ecco due canzoni da "People"
Mike Pathos - People - Envoy (removed link)
Mike Pathos - People - Liar (removed link)

3 Comments:

Anonymous Anonymous said...

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6:36 AM  
Anonymous Anonymous said...

leggere l'intero blog, pretty good

3:34 PM  
Anonymous Anonymous said...

Si, probabilmente lo e

2:01 AM  

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